Foro Romano: storia di una piazza in trasformazione
Per conoscere il Foro Romano, storia e percorso vanno letti insieme. La valle era inizialmente paludosa: dopo la bonifica, dalla fine del VII secolo a.C. divenne il centro pubblico di Roma. Qui si intrecciavano politica, religione, commercio e giustizia. La varietà delle rovine rispecchia proprio queste funzioni, con templi, basiliche civili e la sede del Senato nello stesso spazio.
Non cercare un progetto costruito tutto in una volta. Gli edifici appartengono a secoli diversi e alcune strutture antiche sono arrivate fino a noi grazie alla trasformazione in chiese. Per orientarti, osserva prima la piazza e poi le costruzioni che la circondano: ogni aggiunta racconta un diverso modo di usare il centro della città.
Puoi preparare la passeggiata con la mappa del Foro e scegliere i monumenti sui quali fermarti più a lungo.

Le tappe principali
Una cronologia per riconoscere sul posto i diversi periodi.
| Periodo | Trasformazione | Cosa osservare |
|---|---|---|
| Fine VII secolo a.C. | Bonifica e sviluppo del Foro | La piazza centrale |
| 484 a.C. | Dedica del tempio dei Dioscuri | Le colonne della ricostruzione del 6 d.C. |
| II secolo a.C. | Costruzione delle grandi basiliche civili | Gli spazi destinati alla giustizia |
| II e I secolo a.C. | Copertura della Cloaca Maxima | Il sistema di drenaggio della valle |
| 29 a.C. | Augusto completa la Curia iniziata da Cesare | La Curia Iulia |
| 161 d.C. | Dedica del tempio ad Antonino e Faustina | Le colonne della facciata |
| 203 d.C. | Arco di Settimio Severo | Il monumento a tre fornici |
| 308 d.C. | Inizio della basilica di Massenzio | Le grandi volte superstiti |
| 608 d.C. | Colonna di Foca | L’ultimo monumento eretto nel Foro |
Visite guidate nella storia del Foro
Percorsi nel Foro e sul Palatino per collegare le rovine alla loro funzione. Confronta aree incluse, lingua e durata.
Bonifica, Cloaca Maxima e Repubblica
La bonifica rese utilizzabile il fondovalle. La Cloaca Maxima nacque dalla canalizzazione di un corso d’acqua che dal Foro raggiungeva il Tevere attraverso il Vicus Tuscus e il Velabro. La tradizione collega la parte più antica ai re Tarquini; il canale rimase inizialmente scoperto e fu coperto fra il II e il I secolo a.C.
Nel II secolo a.C. comparvero le grandi basiliche civili, usate anche per l’amministrazione della giustizia. Il termine basilica, qui, indica quindi un edificio pubblico romano. Per comprendere la piazza immagina attività contemporanee e vicine: udienze, scambi, cerimonie religiose e discorsi politici.
I Rostra erano la tribuna dalla quale gli oratori parlavano ai cittadini. Il nome richiama i rostri delle navi catturate che la decoravano. Il tempio circolare di Vesta apparteneva invece alla sfera religiosa: il culto del fuoco sacro aiuta a capire quanto le funzioni della città fossero intrecciate.
Il tempio del Divo Giulio
Il tempio del Divo Giulio celebra Cesare divinizzato. Il Senato deliberò la sua costruzione nel 42 a.C. Collegalo alla Curia e alla basilica Iulia per seguire nello spazio alcuni luoghi legati alla sua carriera politica.
È un monumento al culto di Cesare: non identifica la sua tomba o il luogo dell’assassinio. Questa distinzione evita di attribuire alle rovine un episodio diverso da quello che rappresentano.
La Curia Iulia permette di approfondire il ruolo del Senato e di capire come l’azione politica si traducesse in edifici pubblici.

Imperatori, nuove piazze e ultimi monumenti
Alla fine della Repubblica lo spazio del vecchio Foro non bastava più.
Nuovi spazi di rappresentanza
Gli imperatori aggiunsero monumenti onorari e templi per sovrani divinizzati. Accanto alla piazza antica nacquero altre grandi aree pubbliche: continua con la pagina dei Fori Imperiali.
La basilica di Massenzio
Iniziata nel 308 d.C., fu modificata e completata da Costantino. Rimane soprattutto la navata settentrionale con le volte a botte cassettonate. I frammenti della statua colossale di Costantino sono oggi sul Campidoglio.
La colonna di Foca
La colonna del 608 d.C. è l’ultimo monumento eretto nel Foro. È un riferimento utile per arrivare alla conclusione della cronologia senza confondere costruzioni antiche e interventi successivi.
Le chiese e il terreno rialzato
La trasformazione di edifici antichi in chiese contribuì alla loro conservazione. La porta rialzata della chiesa nel tempio di Antonino e Faustina mostra quanto il terreno fosse salito prima degli scavi moderni.
Scavi e restauri
Gli scavi di età moderna rimossero gli strati accumulati dopo l’antichità. Per questo il piano della visita si trova più in basso rispetto ai livelli successivi della città. L’arco di Settimio Severo fu utilizzato nel Medioevo come fortificazione e progressivamente interrato, prima degli scavi e dei restauri dell’Ottocento e del Novecento.
Durante la passeggiata confronta il livello della strada, quello della piazza e le soglie degli edifici. È un modo concreto per leggere le trasformazioni. La mappa del percorso collega queste osservazioni ai monumenti. Il vicino anfiteatro ha una storia distinta, raccontata nella guida al Colosseo.
Domande sulla storia del Foro Romano
Come nacque il Foro Romano?
La valle paludosa fu bonificata e dalla fine del VII secolo a.C. si sviluppò come centro pubblico. Le attività politiche, religiose, commerciali e giudiziarie ne determinarono gli edifici.
A cosa serviva la Cloaca Maxima?
Convogliava un corso d’acqua dal Foro verso il Tevere. Il canale era inizialmente aperto e fu coperto fra il II e il I secolo a.C.
Il tempio di Cesare è la sua tomba?
No. Il tempio del Divo Giulio è dedicato a Cesare divinizzato. Il Senato ne deliberò la costruzione nel 42 a.C.; non è il luogo della sua uccisione.
Qual è l’ultimo monumento del Foro?
La colonna di Foca, eretta nel 608 d.C., chiude la sequenza dei monumenti costruiti nel Foro.
Perché il Foro si trova sotto il livello delle strade?
Gli scavi moderni hanno rimosso strati di terreno posteriori all’antichità. La porta della chiesa nel tempio di Antonino e Faustina rende visibile il precedente livello rialzato.


